
Le guerre preventive scatenate negli ultimi anni hanno provocato sangue e morte, sono un disastro, umano, morale e politico. Tutte le basi militari, quelle vicentine di Ederle e Dal Molin, l’allargamento di quest’ultima, hanno come obbiettivo quello di moltiplicare la capacità aggressiva del contingente statunitense insediato sul territorio italiano, invece di promuovere la cooperazione e la solidarietà internazionale. Si pretende che gli italiani, ragazze e ragazzi, donne e uomini, paghino oltre 400 milioni di dollari per oneri diretti e indiretti relativi all’allargamento della base, che peggiora e non risolve il problema delle servitù militari sul territorio nazionale. Assurdo che un governo italiano, quello attuale, intenda ratificare una proposta sottoscritta da Berlusconi e rifiuti di sottoporla ad un referendum tra le comunità locali, forse ben conoscendone la generale contrarietà. È tempo che alla cultura di guerra e di morte si sostituisca una cultura di dialogo, di pace e di convivenza democratica tra tutti i popoli. Per queste e per mille altre ragioni saremo a Vicenza.

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