E’
stato firmato il 27 maggio un protocollo di intesa, preparatorio al rinnovo
contrattuale per il biennio economico 2004-2005 per i dipendenti pubblici e per
la scuola. Governo e
cgil-cisl-uil-snals-gilda e i soliti noti sono soddisfatti dei 6 punti
sottoscritti. Il governo perché ha imposto il limite del 4,6% di aumento
previsto a cui deve aggiungere uno 0,5% che fa il 5,01% lordo a regime nel 2006;
i sindacati suddetti perché hanno imposto un aumento superiore al 5%. Ma noi
lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego possiamo ritenerci soddisfatti,
dopo tanti scioperi?
Vediamo:
-
i sindacati suddetti
chiedevano l’8% di aumenti,
che era già una richiesta molto al di sotto
del 20% di perdita del potere d’acquisto degli stipendi negli ultimi 2
anni e mezzo; ora però grazie a loro abbiamo il
5,01% lordo…..
-
nella scuola l’aumento
medio è di 104 euro lordi mensili,
cioè di 50 euro netti; non va
meglio nelle università, per la sanità,
enti di ricerca ecc..ecc..;
-
quello 0,5% in
più andrà a incentivare la produttività dei dipendenti (punto 4) e
quindi il salario individuale accessorio;
-
il punto 5 del
protocollo prevede poi che vengano riconosciuti nella contrattazione integrativa
la qualità della prestazione ed il
merito (SIC!) ;
-
il punto 6 del
protocollo prevede che siano possibili processi di mobilità
e di razionalizzazione finalizzati al miglioramento del servizio pubblico (cioè
circa 110.000 posti in meno tra tagli e mobilità), naturalmente
concordati contrattualmente; ancora una
mazzata per l’occupazione ed un incremento
del precariato nel pubblico impiego;
Continua
la politica di moderazione o meglio di rinuncia salariale che quei sindacati
conducono ormai da oltre un decennio; lo stipendio sta diventando nient’altro
che un assegno di sopravvivenza…
Ma
quale sostegno alla domanda ed ai consumi!
La
liquidazione te la mettono poi nei fondi pensione e la ricchezza del paese
prodotta dai lavoratori tutti del settore pubblico e del privato se ne va in
Borsa o in debiti.
Ma
una classe lavoratrice indebitata è socialmente ricattabile.
Un
pubblico impiego (enti locali, sanità, uffici, scuola, università….)
precarizzato non può più garantire servizi pubblici adeguati ai bisogni dei
lavoratori tutti: è questa la
strada della privatizzazione e
della sussidiarietà (cioè il servizio pubblico si fa solo se non c’è nessun
servizio privato).
E
allora sull’accordo del 27 maggio e su tutto quello che comporta per le
relazioni sindacali e per le sorti dei lavoratori e delle lavoratrici occorre
chiedere una CONSULTAZIONE ufficio per ufficio, scuola per scuola, ospedale per
ospedale, università per università e via di seguito, per restituire a noi,
diretti interessati, il controllo sulla contrattazione, perché è necessaria
una forte battaglia salariale fatta unitariamente con le altre categorie del
settore privato, così come erano pronti a fare i metalmeccanici con i
dipendenti pubblici…
Infatti….il
tempo di proporlo….ed il 27 maggio hanno firmato.
Coincidenze?
Chissà!
Pertanto
come lavoratori dobbiamo mobilitarci uniti contro questo protocollo d'intesa con
tutte le forme di lotta affinché i contratti del settore privato e il biennio
economico 2004-2005 per il pubblico impiego siano rispettosi della perdita del
20% del potere d'acquisto perso in questi ultimi 2 anni e mezzo. I contratti
sono alle porte…. ma abbiamo ancora tempo. Il sindacalismo di base e
i lavoratori autorganizzati nel pubblico e nel privato devono prendere in
mano la situazione per rilanciare con determinazione:
L’Unità
dei lavoratori e delle lavoratrici,
per
il salario, dignità nel lavoro, diritti,
libertà
di sciopero e democrazia sindacale
in
ogni luogo di lavoro
Bari,
30.05.’05