>Date: Wed, 3 Nov 2004 17:40:24 +0100
>Subject: Fwd:SA UNIME contro DDL
>X-Sensitivity: 3
>From: "cibunicobas\.bari\@libero\.it" <cibunicobas.bari@libero.it>
>Il Senato Accademico ha approvato, all'unanimità, il 29 ottobre 2004, il
>seguente documento:
>
>"Il Senato Accademico dell'Università di Messina, ascoltata una
relazione
>del Magnifico Rettore Prof. Francesco Tomasello sui contenuti del Disegno
>di Legge relativo allo Stato Giuridico dei Docenti Universitari,
>attualmente proposto all'esame della Camera dei Deputati; preso atto della
>delibera dell'Assemblea della CRUI sul Disegno di Legge in questione
>adottata il 14 ottobre 2004; letto e condiviso nella gran parte dei suoi
>rilievi critici il documento approvato dall'Assemblea dei Docenti
>dell'Università di Messina tenutasi il 19 ottobre 2004, esprime un giudizio
>radicalmente negativo sugli attuali contenuti del disegno di legge,
>auspicando che una serie di proposte alternative e costruttive rispetto ai
>contenuti stessi, emerse nel dibattito, possano essere recepite quale
>contributo ad una riforma partecipata e condivisa.
>Un primo fondamentale elemento di valutazione negativa investe la
>complessiva dimensione di precarietà in cui il disegno di legge
intende
>confinare l'intero corpo docente. L'eccessivo spostamento in avanti, se non
>la problematicità di un definitivo insediamento addirittura dei professori
>di prima fascia contraddice una consolidata e proficua tradizione:
>l'Università italiana ha sempre e comunque assicurato la serietà di
>progressione delle carriere attraverso severe verifiche, collocate non
>soltanto al momento dell'accesso ai vari ruoli, ma anche al termine di
>periodi di prova di durata ragionevole.
>A questo profilo si salda strettamente la questione cruciale del
destino
>degli attuali ricercatori. L'esperienza maturata in più di vent'anni
>dimostra ampiamente quanto questa categoria di docenti risulti essenziale
>per un efficace ed equilibrato sviluppo dell'offerta didattica: piuttosto
>che dichiarare ad esaurimento il relativo ruolo, occorre quindi
>riconoscerne definitivamente la dignità di terza fascia docente.
>In questa prospettiva vanno adeguatamente potenziati, quali canali di
>reclutamento del corpo docente, gli strumenti del dottorato e degli assegni
>di ricerca; senza peraltro dimenticare che a tali figure va assicurata
>comunque una polivalenza effettiva e non solo teorica, nel senso di
>favorire e promuovere autentici sbocchi alternativi nel complessivo tessuto
>economico-sociale ed occupazionale. In ogni caso le aspettative di tali
>categorie di giovani studiosi vanno salvaguardate con la massima cura.
>Notevoli perplessità suscita poi l'abolizione della distinzione tra
tempo
>pieno e tempo definito, che il disegno di legge pretende di attuare
>attraverso un riallineamento degli stipendi dei docenti di cui non si
>avverte la necessità e che dovrebbe gravare sulle risorse già
>complessivamente scarse a disposizione del sistema Università-Ricerca.
>A quest'ultimo proposito il Senato manifesta la più viva preoccupazione per
>l'orientamento governativo volto a concentrare rilevanti risorse
>finanziarie sui cosiddetti Centri di Eccellenza della ricerca, a scapito
>dell'irrinunciabile finanziamento delle ordinarie strutture universitarie,
>la cui complessiva e articolata trama da sempre costituisce l'autentico
>prezioso serbatoio della più qualificata ricerca scientifica italiana. Non
>può peraltro non sottolinearsi come sarebbero in particolare le Università
>meridionali a risentire di effetti più negativi di un eventuale
>consolidamento di tale orientamento, stante la ben nota precarietà del
>quadro economico-sociale in cui si trovano ad operare.
>Il Senato Accademico dell'Università di Messina esprime pertanto pieno e
>convinto appoggio alle ragioni dello stato di agitazione proclamato dai
>docenti universitari italiani ed in particolare dai ricercatori; e si
>impegna a mantenere vivo il dibattito su questi temi, di importanza
>cruciale per il futuro dell'Università."