COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-BARI)
A CURA DELLA CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' POLITECNICO BARI
Cari colleghi,
vi invio il resoconto delle iniziative tenutesi il giorno 10/11 in
alcune facoltà baresi.
-----Messaggio originale-----
Da: Giuseppe Rubino [mailto:g.rubino@veterinaria.uniba.it]
Inviato: mercoledì 10 novembre 2004 15.43
A: Giuseppe Carbonara
Oggetto: comunicato assemblea veterinaria
Ti invio il comunicato frutto dell'assemblea di oggi a Veterinaria.
Un saluto, Giuseppe Rubino.
Valenzano, 10 novembre 2004
L'assemblea della Facoltà di Medicina Veterinaria, che ha visto la
partecipazione seppure in diversa misura di TUTTE le componenti
universitarie, ha dibattuto in data odierna con vivacità il DDL Moratti.
Riconosciuto che l'Università è gravata da mali, disfunzioni e problemi
ormai cronici, tutti gli interventi hanno all'unanimità sottolineato che
la proposta Moratti non porterà nessun rinnovamento positivo all'attuale
situazione del sistema pubblico universitario.
L'assemblea ribadisce, pertanto, la necessità del ritiro del DDL Moratti
e di continuare, attraverso l'opera del Coordinamento Nazionale e di
quello della nostra Università, nella mobilitazione e nella costruzione
di una proposta che miri alla riorganizzazione dell'Università, a
partire dalle esigenze e dai diritti di chi studia e di chi ci lavora.
Sulla base delle suddette premesse, l'assemblea aderisce alla
manifestazione nazionale del 12 novembre p.v. e decide di partecipare
con propri rappresentanti alla prossima iniziativa pubblica organizzata
con i Rettori dell'Università e del Politecnico di Bari.
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Assemblea facoltà di lingue
Questa mattina si è anche svolta allo ore 10,30 un'assemblea unitaria di
docenti, ricercatori e studenti della facoltà di lingue, presieduta dal
decano della facoltà prof. Vitilio Masiello, alla quale ha partecipato
anche Giuseppe Carbonara in rappresentanza del Coordinamento Nazionale
dei Ricercatori. L'assemblea ha discusso approfonditamente del DDL
Moratti, del quale si chiede il ritiro e l'avvio di un'ampia discussione
che porti ad una pur necessaria riforma dell'università che sia
ampiamente condivisa da tutte le componenti. Dal dibattito è emerso con
forza il pericolo di grave destrutturazione dell'intero sistema pubblico
dell'alta formazione che innescherebbe il DDL Moratti e la necessità di
un'ampia e forte mobilitazione unitarie per difendere l'Università e la
ricerca pubbliche. Il dibattito, nel quale sono intervenuti anche gli
studenti, ha affrontato molti dei temi già contenuti nel documento
prodotto a livello nazionale dai presidi delle facoltà di lingue,
riportato di seguito. Nei prossimi giorni, aderendo alla settimana di
mobilitazione nazionale (vedi allegato) indetta da tutte le OO.SS. e dal
Coordinamento Nazionale dei Ricercatori, i docenti della facoltà
all'inizio delle lezioni esporranno le ragioni della protesta nazionale
contro il ddl Moratti.
MOZIONE APPROVATA DALLA
CONFERENZA DEI PRESIDI DELLE FACOLTA' DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
IL 30/10/2004
Per una mobilitazione contro i provvedimenti governativi sull'Università
La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature
straniere, riunitasi il 30 ottobre 2004, interpreta le scelte
governative in materia di formazione e ricerca e la estesa mobilitazione
oggi in atto nella maggioranza degli Atenei come manifestazioni della
contrapposizione tra modelli diversi e antitetici di Università.
Oggi la posta in gioco è l'idea stessa di Universitas, il suo ruolo
pubblico, la sua funzione di trasmissione critica dei saperi e di
elaborazione di nuovi saperi, l'accesso ad essa sulla base di una vera
politica del diritto allo studio, la sua apertura alle grandi esigenze
sociali. In questo contesto si profilano quattro grandi questioni:
1. l'ormai endemica restrizione di adeguate risorse finanziarie per
la
ricerca e la formazione, l'ormai usuale previsione di provvedimenti
fatti a costi zero per lo Stato e a costi salati per i singoli Atenei;
2. la previsione di uno stato giuridico per i docenti, per i
ricercatori e
i giovani studiosi in formazione fondato sulla generalizzazione di
rapporti di lavoro precario;
3. la imposizione di una revisione dei nuovi ordinamenti didattici
senza
che si sia avviato un bilancio approfondito della loro fase di avvio;
4. l'assenza di una vera politica del diritto allo studio che si
risolve
ormai in una strisciante politica del numero chiuso.
La proposizione di un nuovo progetto innovativo per l'Università passa
attraverso la sconfitta del disegno della Moratti:
1. il DDL sullo stato giuridico va ritirato per aprire un'ampia
fase di
consultazione con il mondo accademico e le forze sociali;
2. va mantenuto il ruolo dei ricercatori riconoscendo ad essi -
tramite il
ruolo unico della docenza - la funzione docente e prevedendo 20.000
nuovi posti;
3. va mantenuta la distinzione fra tempo pieno e tempo definito;
4. vanno previste verifiche di progressione di carriera trasparenti
eliminando ogni blocco delle assunzioni di docenti e personale, con
l'immediata presa di servizio dei vincitori di concorso;
5. il 3% del PIL va destinato alla formazione e alla ricerca;
6. va inserita l'attività di ricerca, su cui nello Schema di Legge
si tace,
quale compito primario, unitamente a quella didattica, dei docenti
universitari prevedendo la possibilità di tempi adeguati, oltre che di
finanziamenti decenti;
7. occorre aprire una politica di vero diritto allo studio con
massicci
investimenti per l'edilizia universitaria, case e mense per gli
studenti, laboratori, forme di tutorato.
La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Lingue e Letterature
straniere, nel dare avvio alle attività didattiche per puro senso di
responsabilità, indice lo stato di agitazione, decide di dar luogo a una
fase di informazione e coinvolgimento rivolta agli studenti, e in
presenza di perduranti risposte negative da parte del Ministro Moratti,
decide, aderendo alla settimana nazionale di mobilitazione indetta dalle
Organizzazioni sindacali e di categoria, il blocco di ogni attività
didattica dall'8 al 13 novembre, sostituita con assemblee e incontri con
gli studenti.
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