COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)

A CURA DELLA CIB -  UNICOBAS  UNIVERSITA' - POLITECNICO BARI


Cari colleghi,
Vi trasmetto alcune interessanti considerazioni dell'ANDU
sull'opposizione in parlamento al DDL Moratti.

Saluti.
Giuseppe Carbonara

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From: ANDU <anduesec@tin.it>

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

DDL DE MAIO-MORATTI

OPPOSIZIONE?

Nell'incontro pubblico promosso dai Parlamentari dell'Opposizione delle
Commissioni Cultura e Istruzione, tenutosi alla Camera il 21 ottobre
2004, sono state espresse dai Promotori posizioni che non possono non
allarmare ulteriormente il mondo universitario, che si batte con forza
per il ritiro di un DDL governativo mortale per l'Università statale.
Infatti, diversi tra Parlamentari presenti hanno affermato che, essendo
prioritario il blocco del DDL, non è opportuno esprimere oggi proposte
alternative unitarie per evitare di dividersi.
Con questa posizione l'Opposizione di fatto rifiuta di prendere atto
della richiesta presente in TUTTI i documenti approvati dai Senati
Accademici, da decine e decine di Consigli di Facoltà, di Corso di
Studio e di Dipartimento e da centinaia di assemblee: NO alla messa ad
esaurimento del ruolo dei ricercatori e SÌ al riconoscimento
dell'attività da loro effettivamente svolta. La non messa ad esaurimento
del ruolo dei ricercatori (cioè l'articolazione della docenza in tre
fasce) è l'UNICO modo per impedire che i nuovi precari arrivino all'età
media di 45 anni per sapere se entreranno nella fascia iniziale della
docenza (secondo il DDL il ruolo degli associati). Non assumere questa
posizione da parte di chi dovrebbe opporsi in Parlamento al DDL
significa 'parlar d'altro', puntando ad una indistinta alleanza anche
con chi è CONTRO la richiesta principale del mondo universitario. E non
è forse un caso che tra coloro che non vorrebbero 'qualificare' con
contenuti alternativi la propria opposizione vi sia anche chi, assieme
ad alcuni professori-senatori dell'Ulivo, ha presentato al Senato,
all'inizio di questa legislatura (e ancora non l'ha ritirato), un
disegno di legge che prevede un precariato più lungo di quello previsto
ora dal DDL governativo, una riforma dei concorsi identica a quella
contenuta nello stesso DDL e non prevede la trasformazione del ruolo dei
ricercatori nella terza fascia di professore (v. in nota 1).
   E la stessa 'opposizione senza contenuti' è voluta anche da chi, come
la Margherita, ha diffuso, nel corso dell'incontro pubblico del
21.10.04, un documento con il quale propone una organizzazione della
docenza OPPOSTA a quella richiesta dal mondo universitario e in sintonia
con chi, in una logica sub-corporativa, si contrappone al movimento di
protesta. Infatti, la Margherita vorrebbe mettere ad esaurimento gli
attuali ricercatori, prevedendo per i soli associati un passaggio
'agevolato' alla fascia superiore (v. nota 2).  Quella che finora si è
espressa è un'Opposizione divisa, 'sensibile' agli interessi della lobby
accademica trasversale (accordo con la Maggioranza sulla votazione del
DDL entro il 31 luglio in Commissione Cultura della Camera e
sull'approvazione dell'articolo sui 'principi'), incapace di rapportarsi
positivamente alle istanze di un movimento di cui non sembra avere
ancora percepito l'ampiezza e la qualità. Questa Opposizione, infatti,
sembra ancora convinta di avere di fronte una 'semplice' protesta,
quando invece si sta sempre più sviluppando un grande movimento che si
sta battendo per salvare l'Università statale e che vuole farla finita
con quella lobby accademica trasversale la quale, da decenni, sta
demolendo sistematicamente e impunemente l'Università statale. Tale
lobby opera attraverso il controllo del Ministero, la creazione di
Centri di pseudo-eccellenza ad personam, il pesante e trasversale
condizionamento del Parlamento (per l'appunto!) e l'accesso esclusivo ai
'grandi' organi di informazione.

 Successivamente all'incontro pubblico alla Camera, nel corso di
un'Assemblea universitaria, è stata annunciata dal sen. Luciano Modica
(DS) l'elaborazione di un documento che dovrebbe costituire la posizione
comune dell'Opposizione e che dovrebbe contenere obiettivi alternativi a
quelli del DDL governativo.
Se questo documento dovesse recepire con chiarezza le richieste
principali espresse dal movimento e avanzate da anni dalle
Organizzazioni unitarie della docenza, potrebbe allora essere possibile
dare inizio a quell'inversione di rotta che finalmente offrirebbe alla
protesta universitaria una rappresentanza adeguata in Parlamento che, ci
si augura, possa comprendere anche i Gruppi della Maggioranza.

= CONTENUTI ALTERNATIVI AL DDL GOVERNATIVO

Accantonato DEFINITIVAMENTE il DDL, come richiesto dal mondo
universitario, è indispensabile approvare urgentemente tre provvedimenti
che prevedano:
1. la trasformazione del ruolo dei ricercatori nella terza fascia
dei
professori per riconoscere ad essi l'attività di professore già
effettivamente svolta; la trasformazione del ruolo, richiesta da anni
dalle Organizzazioni unitarie della docenza, è un ATTO DOVUTO e non una
promozione;
2. il bando nei prossimi anni di almeno 20.000 nuovi posti in ruolo
nella
terza fascia per i giovani docenti, anche in vista del pensionamento a
breve di circa la metà degli attuali docenti. Questa richiesta, avanzata
da mesi dalle Organizzazioni unitarie della docenza, è stata fatta
propria anche dalle Confederazioni sindacali;
3. la fine dell'attuale mercato dei concorsi, con una riforma che
distingua
nettamente il reclutamento (concorsi nazionali prevalentemente nella
terza
fascia) e l'avanzamento di carriera (giudizi nazionali individuali -
cioè a numero aperto - con pieno e immediato riconoscimento della nuova
qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facoltà dove il docente
continua a lavorare). È indispensabile prevedere a tutti i livelli
commissioni giudicatrici nazionali composte solo da membri sorteggiati.

25 ottobre 2004

Nota 1.
Dal Documento dell'ANDU "Contro il DDL con chiarezza" dell'11.10.04 (il
testo completo del documento in http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
12 ottobre 2004): "LA MAGGIORANZA E L'OPPOSIZIONE Abbiamo già
documentato, con la diffusione dei relativi atti parlamentari, come
l'approvazione del DDL il 31 luglio 2004 (il "golpe di luglio") è stata
possibile per l'accordo tra Maggioranza e Opposizione, che si sono
ritrovate anche unite nell'approvazione di un articolo di "principi",
votato prima dell'esame degli emendamenti.
"La potente lobby accademica trasversale" non è una invenzione retorica,
ma una concreta realtà che si manifesta ogni qualvolta il Governo
elabora una legge sull'Università e ogni volta che il Parlamento la
esamina. Occorre spezzare questo pesante condizionamento che salvaguarda
gli interessi di una ristretta cerchia di accademici a svantaggio degli
interessi dell'Università e del Paese. Anche qui, è perfettamente
inutile voler far credere che l'Opposizione alla Camera sia stata
'vera':  il mondo universitario è 'passo passo' informato sui reali
comportamenti e sulle reali posizioni di tutti i Gruppi e dei
Parlamentari.
Invitiamo tutte le Forze politiche a liberarsi finalmente dai
condizionamenti dei poteri forti trasversali dell'accademia. [...] E
invitiamo, in particolare, le forze politiche dell'Ulivo a riflettere
sul fatto che la loro opposizione al DDL governativo risulterà comunque
poco credibile finché esse non prenderanno pubblicamente le distanze da
un Disegno di Legge presentato fin dall'inizio di questa legislatura
anche da qualificati professori-senatori. Infatti il DL n. 1416,
presentato dai senatori Tessitore, Monticone, Acciarini, Coviello,
D'Andrea e Villone, prevede una lunga fase di precariato, 4 + 4 anni
(comma 2 dell'art. 7), addirittura più lunga di quella ora prevista dal
DDL governativo ("otto anni, ivi compreso il dottorato di ricerca"). Il
DL prevede anche, come quello governativo, un concorso nazionale a
numero chiuso con successiva chiamata della Facoltà (comma 5, art. 6).
Lo stesso DL prevede per i ricercatori non la trasformazione del loro
ruolo in terza fascia di professore, ma un giudizio per l'ingresso in
essa (comma 6, art. 15); quanto basta a impedire la loro presenza in
alcuni Consigli di Facoltà (specialmente nelle Facoltà di Giurisprudenza
di Napoli, Roma 1 e Torino) dove tale partecipazione non è
'sopportabile' (per il testo del Disegno di Legge v. nota 2). Lo
ripetiamo, se non si fanno i conti subito con quella lobby accademica
trasversale che sta rovinando l'Università, QUALSIASI nuovo governo non
potrà che produrre ulteriori disastri per la ricerca e l'alta
formazione."

Nota 2.
Dal Documento della Margherita distribuito durante l'Incontro pubblico
dei Parlamentari delle Commissioni Cultura e Istruzione dell'Opposizione
tenutosi alla Camera il 21 ottobre 2004:  "AC n 4735 e abb. Delega al
Governo per il riordino dello stato giuridico dei professori
universitari  [...] La proposta de La Margherita punta ad un unico ruolo
con due livelli (associati ed ordinari), passando attraverso la
trasformazione dei ricercatori in professori di ruo1o di terza fascia,
ma considerando quale canale di reclutamento futuro quello del passaggio
dal post-dottorato al professore associato, attraverso una modalità di
definizione del rapporto di lavoro del tipo tenure track, che preveda al
massimo, dopo il post-doc, la possibilità di un periodo limitato di
contratto d'insegnamento e ricerca, se la prima valutazione per
professore associato non è stata favorevole. Questa scelta rende ragione
della nostra proposta per cui solo le commissioni per professore
associato sono determinate dagli atenei per sorteggio dalla lista
nazionale di esperti. Per il professore ordinario il giudizio è su
domanda dell'interessato e la commissione è locale, anche se determinata
con gli stessi criteri di quella per associato, prevedendo altresì la
presenza di membri di differenti settori disciplinari o di differenti
discipline. Questa impostazione può produrre effetti positivi solo se,
sia a livello del singolo ateneo che a livello nazionale, s'imposta un
efficace sistema di valutazione, di cui abbiamo delineato le linee in
fase di emendamenti al disegno di legge in oggetto."


=== I più recenti documenti dell'ANDU sono consultabili in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php