COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)
A CURA DELLA CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' - POLITECNICO BARI
La protesta sembra inasprirsi.
Giuseppe Carbonara
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
Palazzo della Sapienza
Piazza Morlacchi, 11
Telefono 0755853070
Fax 0755853065
E-mail: preslet@unipg.it
Il Preside
All'on.le Presidente del Senato della Repubblica
All'on.le Presidente della Camera dei Deputati
All'on.le Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati
All'on.le Presidente della Commissione Istruzione Pubblica e Beni
culturali del Senato
All'on.le Ministro dell' Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Al Magnifico Rettore dell' Università degli Studi di Perugia
Su mandato dell' Assemblea della Facoltà di Lettere e Filosofia,
riunitasi il giorno 19 ottobre 2004, mi pregio di inviare la seguente
mozione:
"A seguito della recente approvazione in Commissione Cultura
della
Camera del testo del DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari
e dell'improvvisa accelerazione dell'iter parlamentare, nonostante gran
parte del mondo accademico abbia già preso una ferma posizione in favore
della sospensione e di una radicale modifica del DDL stesso, come già
proposto nei documenti ufficiali del Comitato di Presidenza della
conferenza dei Rettori (5/09/04), del CUN (16/09/04) e dei Senati
Accademici di diverse università italiane, l'Assemblea del personale
docente di ruolo (professori ordinari, professori associati e
ricercatori) della Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università degli
studi di Perugia auspica l'immediato ritiro del decreto e l'avvio di un
corretto iter parlamentare per una legge di riforma. In particolare:
- ribadisce il ruolo dell'Università pubblica come sede primaria della
ricerca e della trasmissione del sapere;
- respinge l'istituzione della figura del professore aggiunto che si
prefigura, di fatto, come un non riconoscimento del ruolo svolto dai
ricercatori;
- è contraria all'abolizione del ruolo dei ricercatori universitari e
respinge il progetto di una drastica riduzione del numero dei docenti in
ruolo e la parallela instaurazione di un lungo e mal retribuito
precariato, che allontanerà i giovani dall'intraprendere una carriera
universitaria, accrescendo in misura sempre maggiore quella "fuga dei
cervelli" che sta penalizzando pesantemente tutta la ricerca in Italia;
- ribadisce con forza il proprio giudizio negativo sull'abolizione della
distinzione tra tempo pieno e tempo definito, che mortifica l'impegno di
quanti hanno dedicato e dedicano la massima parte della loro attività al
servizio dell'istituzione universitaria e che, inevitabilmente, produrrà
scelte sempre più orientate verso le attività esterne a scapito,
ovviamente, dell'impegno nell'Università;
- è contraria ad ogni forma di limitazione della libertà scientifica e
di soggezione a condizionamenti esterni, un rischio evidente negli
articoli che definiscono in maniera poco chiara il conferimento di
incarichi di insegnamento temporanei di prima fascia ai professori
pagati da imprese e soggetti "pubblici e privati";
- ritiene invece urgente e non più procrastinabile lo sblocco delle
assunzioni e l'avvio di un significativo processo di reclutamento in
ruolo nei vari livelli della docenza per far fronte con tempestività al
grande numero di pensionamenti previsto per i prossimi anni. In
relazione al reclutamento, esprime un profondo dissenso rispetto al
punto in cui il decreto mette in discussione il criterio elettivo nella
formazione delle commissioni concorsuali, che per decreto sarebbero
"prevalentemente" e non esclusivamente elettive;
- reputa estremamente esigui i fondi destinati alla ricerca, di base ed
applicata, che deve trovare primariamente nell'Università pubblica la
sua naturale collocazione. Si profila concretamente il pericolo di
disgiungere tra loro avanzamento delle conoscenze e istruzione
superiore, attraverso il trasferimento della titolarità della ricerca,
assecondato dal Governo, ad istituti extra-universitari e a soggetti
privati.
- chiede, anche in accordo con la posizione della CRUI, un deciso cambio
di rotta rispetto al DDL, nonché la previsione di adeguate risorse
finanziarie che consentano di assicurare continuità e sviluppo alla
ricerca e alla docenza universitaria;
- invita il Magnifico Rettore ed il Senato Accademico dell'Ateneo
Perugino a manifestare la propria posizione nei confronti del DDL e ad
adoperarsi presso il Ministro per la sospensione del Decreto.
- chiede al Magnifico Rettore e al Senato di organizzare una giornata di
protesta estesa a tutto l'Ateneo con sospensione dell'attività
didattica;
- si ripropone di attuare come forma di mobilitazione la sospensione
delle sedute di tesi di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università degli Studi di Perugia nei giorni 8-13 novembre come
atto di partecipazione allo stato di agitazione indetto dalle
organizzazioni sindacali della docenza universitaria.
L'Assemblea dei docenti di ruolo della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università degli Studi di Perugia dichiara infine che la Facoltà
stessa entra in stato di agitazione contro il decreto "Delega al governo
per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari" (DDL
Moratti).
Perugia, 19 ottobre 2004."
Con l'auspicio che la presa di posizione della Facoltà
contribuisca
a sollecitare un doveroso ripensamento in tutti quanti condividono le
responsabilità di governare l' Università, colgo l'occasione per porgere
distinti saluti.
Prof. Giorgio Bonamente
Preside della Facoltà