COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)
A CURA DELLA CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' - POLITECNICO BARI
BUONE NOTIZIE.
Giuseppe Carbonara
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Ansa - CRO 10/06/04 - 18:18
UNIVERSITA': CRUI, SI SOSPENDA ITER DDL STATO GIURIDICO
ROMA - I rettori chiedono la sospensione dell'iter parlamentare del
disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Il
comitato di presidenza della Conferenza dei rettori, riunitosi oggi,
ribadisce «con forza» l'esigenza di «sospendere temporaneamente l'iter
parlamentare del disegno di legge delega sullo stato giuridico dei
docenti universitari e sul relativo reclutamento, non disponendo di
alcun quadro certo circa le risorse finanziarie destinabili a
provvedimenti che sarebbe del tutto illusorio e forviante immaginare
senza oneri immediati e in prospettiva». La Crui rinnova pertanto il suo
appello in tal senso al Governo e si rivolge al Presidente della Camera
e ai Capigruppo parlamentari perchè non inseriscano nel calendario dei
lavori parlamentari il disegno di legge in questione prima della
conclusione dell'iter di approvazione della Legge finanziaria e del
relativo correlato. La Conferenza dei rettori ribadisce, comunque, il
proprio «fermo impegno a contribuire all'identificazione di soluzioni
pienamente adeguate e largamente condivise per le due questioni centrali
il riconoscimento del lavoro, dell'impegno e delle funzioni di docenza
oggettivamente assunte dagli attuali ricercatori e l'accesso al sistema
universitario dei giovani di valore alle quali il disegno di legge nella
sua stesura attuale ha dato risposte del tutto insoddisfacenti e
ampiamente respinte dagli Atenei e che hanno prodotto e stanno
producendo dovunque manifestazioni di forte e aperto dissenso».
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GIOVEDI' 7/10 ALLE ORE 16, PRESSO L'AULA MAGNA DEL DIPART. DI
INFORMATICA, SI TERRA' UNA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO RICERCATORI "DI
TUTTE LE FACOLTA'" DI BARI (ovviamente aperta a chiunque voglia
partecipare):
- per fare il punto della mobilitazione locale e nazionale, anche in
vista della riunione del Coordinamento a Roma del 8/10
- per organizzare ulteriori iniziative
- per avviare la discussione su proposte di riforma alternative al ddl
Moratti (a tale proposito allego alcune note prodotte dal collega
Domenico Viola utili per la discussione).
P.S. allego la mozione del coordinamento
napoletano tenutosi ieri.
Giuseppe Carbonara
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COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)
CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' POLITECNICO - BARI
Di seguito trovate la mozione del S.A. dell'Università della Basilicata,
"sbalorditivo" sia per il coraggio delle posizioni e decisioni assunte
che per la sua stessa articolazione.
NON E' CHE A POTENZA SI ANNIDI UN COVO DI PERICOLOSI SOVVERSIVI? ;-)
Cordiali saluti.
Giuseppe Carbonara
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MOZIONE APPROVATA DAL SENATO ACCADEMICO DELL'UNIVERSITA' DELLA
BASILICATA
IL 5 OTTOBRE 2004
Il Senato Accademico dell'Università degli Studi della Basilicata si fa
interprete del profondo dissenso, che ha già prodotto un'ampia e
spontanea mobilitazione in questo come negli altri atenei italiani,
rispetto al testo del Disegno di legge sullo stato giuridico della
docenza universitaria licenziato dalla Commissione cultura della Camera
dei deputati. Il Senato Accademico giudica tale testo un ulteriore,
deleterio passo sulla via della dequalificazione della formazione
universitaria. Al di là di ostentate dichiarazioni di principio
destinate ad essere vanificate dai fatti, esso appare in realtà ispirato
a un'idea di università che non può assolutamente essere condivisa da
chi continua a credere in principi quali il primato della ricerca,
l'inscindibile nesso tra ricerca e didattica, la maturazione dello
studente e del futuro studioso attraverso il contatto continuo con chi
appassionatamente e quotidianamente elabora (e non solo "trasmette")
il
sapere, l'indipendenza e la libertà della ricerca e dell'insegnamento.
Il testo del decreto, per converso, pare chiaramente prefigurare una
università - se così ancora potrà chiamarsi - obbligata ad affidare in
larga misura l'insegnamento a figure precarie che non potranno offrire
agli studenti quel totale impegno che solo la piena partecipazione alla
vita della comunità accademica consente e a cui non verrà garantito, o
addirittura neppure richiesto, di sviluppare una propria attività di
ricerca in spirito di libertà e con fiducia nell'avvenire.
Inaccettabili appaiono, in particolare:
- la previsione di forme prolungate di precariato che, nell'attuale
situazione del mercato del lavoro e dei bilanci universitari, in assenza
di un significativo incremento delle risorse investite nella ricerca e
nella formazione superiore, potrebbero solo ottenere l'effetto di
allontanare i giovani più promettenti dall'università;
- l'abolizione della distinzione fra tempo pieno e tempo definito, che
privilegia di fatto le attività esterne a scapito del pieno impegno
nella vita universitaria;
- la configurazione di forme surrettizie di reclutamento di professori
universitari al di fuori di procedure concorsuali.
Al di là del decreto, incredibile appare l'aver concepito e poi
rinnovato il blocco delle assunzioni, lesivo dell'autonomia delle sedi
ed esiziale per la loro vita complessiva;
se davvero - come annunciato - esso non verrà riproposto per l'anno a
venire, ciò non può costituire motivo di particolare soddisfazione (o -
peggio - contropartita): era doveroso non perseverare in un atto di
dubbia legittimità e sicura ingiustizia sostanziale, che ha già creato
gravi danni. Non è certo la prima volta che questi motivi di dissenso
emergono nelle università. Il Senato Accademico dell'Università degli
Studi della Basilicata deve però prendere atto, con rammarico e
sconcerto, che le voci di protesta da tempo levatesi in tutti gli atenei
italiani non hanno di fatto portato a modifiche sostanziali nel testo
del decreto né hanno influito sull'iter legislativo. Il Senato lamenta
peraltro che la CRUI, al di là di alcune dichiarazioni di principio, non
sia stata efficace interprete del profondo sentire della comunità
accademica e non abbia saputo esigere che il Ministro, prima di
procedere a qualsivoglia iniziativa, mettesse in atto un serrato
confronto con le sedi universitarie.
Al contrario il comportamento fin qui tenuto dalla CRUI induce nella
comunità accademica una reazione di estrema diffidenza che può portare
fino alla revoca di ogni delega alla stessa CRUI.
A fronte di ciò, il Senato Accademico ritiene che sia giunto il momento
di procedere a forme di protesta che richiamino con maggior forza
l'attenzione sui reali problemi del sistema universitario e facciano
pienamente comprendere come i ventilati progetti di riforma, nonostante
i propositi esibiti, minaccino di compromettere alla radice il
fondamentale ruolo dell'università come luogo di elaborazione del sapere
e motore di sviluppo culturale e sociale. La crisi, voluta e
determinata, del sistema universitario è di fatto crisi della società
italiana, costretta ad inseguire modelli economici distruttivi delle
risorse sane, intellettuali e materiali, esistenti nel Paese e
assoggettata a politiche di dominio internazionali e di smantellamento
di un prezioso sistema pubblico di servizi sociali e di strutture
formative e di ricerca.
Il Senato Accademico dell'Università degli Studi della Basilicata
delibera pertanto di sospendere l'inizio delle lezioni nell'Università
degli Studi della Basilicata finché il Ministro non accetterà un
autentico confronto con la comunità accademica di base, rinunciando alla
richiesta di delega, e invita studenti e docenti ad un'ampia
mobilitazione e ad una attenta vigilanza. Esorta, inoltre, il Magnifico
Rettore a sostenere l'iniziativa di invitare presso l'Università degli
Studi della Basilicata i Senati Accademici delle Università italiane,
per elaborare soluzioni alternative al disegno di legge del Ministro.
Potenza, 5 ottobre 2004
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COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)
CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' POLITECNICO - BARI
Ricevo dall'ANDU e volentieri inoltro, sperando che il seguente
documento faccia veramente riflettere "l'opposizione", che, a onor del
vero, oltre ad opporsi poco in parlamento, si è opposta poco anche a
livello partitico-sindacale, tutta presa dagli equilibrismi di potere al
proprio interno.
Giuseppe Carbonara
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ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari
UNA 'PIÙ VERA' OPPOSIZIONE AL DDL
Nel documento qui sotto riportato il Gruppo DS della Commissione Cultura
della Camera esprime il netto dissenso sul DDL relativo alla docenza
universitaria approvato dalla Commissione il 31.7.04 e si impegna a
continuare la propria "azione oppositiva con gli strumenti legislativi a
nostra disposizione." Anche nell'aprile scorso, nell'incontro con le
Organizzazioni della docenza, il Gruppo DS, così come gli altri Gruppi
dell'Opposizione, si era impegnato ad opporsi al DDL con "gli strumenti
legislativi" a sua disposizione e, in particolare, si era impegnato a
ritardare il più possibile l'approvazione del provvedimento. E invece
poi i DS e il resto dell'Opposizione si sono accordati con la
Maggioranza per votare il DDL entro il mese di luglio (il 'golpe di
luglio'), come affermato dal Presidente della Commissione che, fin
dall'inizio della discussione degli emendamenti, ha ricordato che "in
sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi"
"si è convenuto altresì di concludere l'esame degli emendamenti entro la
settimana in corso." (dal resoconto della seduta della Commissione del
27.7.04). Nella stessa seduta "Ferdinando ADORNATO, presidente,
sottolinea che l'accordo di concludere l'esame degli emendamenti entro
la settimana in corso prescindeva da qualsiasi valutazioni circa la
portata delle modifiche eventualmente proposte dal Governo e dalla
maggioranza." Questo 'richiamo' sarà ripetuto da Adornato altre volte.
L'Opposizione ha pure concordato con la Maggioranza un articolo
aggiuntivo sui "principi" che è stato votato all'unanimità PRIMA
della
votazione degli altri emendamenti. Per la verità gli onorevoli Bimbi
(Margherita) e Martella (DS) avevano provato a fare accantonare
l'articolo concordato: "Andrea MARTELLA (DS-U), ribadisce l'opportunità
di accantonare l'articolo aggiuntivo in esame, considerando
fondamentale, ai fini di una sua più adeguata valutazione, l'esame delle
altre proposte emendative formulate dall'opposizione" (dal resoconto
della seduta del 29.7.04). Ogni perplessità è stata però 'risolta'
dall'on Grignaffini (Capogruppo dei DS), che è subito dopo intervenuta
per dichiarare che "pur condividendo le perplessità sollevate dai
deputati Martella e Bimbi, annuncia il voto favorevole del suo gruppo
sull'articolo aggiuntivo in esame." La Grignaffini ha pure affermato che
"i principi richiamati nell'articolo che sta per essere introdotto nel
testo costituiscono la cornice cui si dovrebbero ispirare, oltre che i
futuri decreti legislativi, anche le successive parti del provvedimento
in esame. Si attende quindi che la posizione del relatore e del Governo
sui successivi emendamenti dell'opposizione sia pienamente coerente con
tali principi." Un'attesa, questa, alquanto singolare visto che, nella
seduta precedente, prima l'on. Napoli (AN) e poi i Deputati
dell'Opposizione avevano preso "atto, alla luce dei pareri espressi dal
relatore e dal Governo, che non vi è alcun margine per l'accoglimento di
proposte di modifica provenienti dai gruppi parlamentari, che siano di
maggioranza o di opposizione: ancora una volta, ci si trova davanti a
una vera e propria 'blindatura' di un provvedimento di fondamentale
importanza per il paese." "Sottolinea la gravità e l'arbitrarietà
della
posizione di chiusura del Governo, ritenendo che il comportamento
seguito leda gravemente le prerogative del Parlamento" (dall'intervento
dell'on. Napoli).
C'è da augurarsi che la forza e le ragioni del movimento di lotta che si
sta esprimendo in tutte le Università e che vede uniti professori,
ricercatori, precari e studenti, riesca questa volta a convincere
l'Opposizione a fare una 'più vera' opposizione al DDL e riesca anche a
convincere i Deputati della Maggioranza a prendere fino in fondo le
distanze da un provvedimento letale per tutta l'Università e
dannosissimo per il Paese. Un provvedimento voluto da potenti lobbies
accademiche trasversali che hanno sempre condizionato pesantemente,
dall'interno e dall'esterno, il Parlamento. Poteri forti accademici come
quelli che nella scorsa legislatura hanno affondato, con tutti i mezzi,
la legge che trasformava il ruolo dei ricercatori in terza fascia dei
professori.
29 settembre 2004
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Il Gruppo DS della Commissione Cultura della Camera sul comunicato
stampa del direttivo coordinamento nazionale ricercatori universitari
La questione relativa ai ricercatori universitari è estremamente grave.
Intendiamo sottoscrivere lo sdegno e il dissenso rispetto ai contenuti
del disegno di legge delega sullo stato giuridico della docenza
universitaria espressi dal Coordinamento Nazionale Ricercatori
Universitari nel comunicato del 20 settembre. Il nostro lavoro
emendativo, nel luglio scorso, è stato tutto incentrato ad arginare e
combattere gli errori del governo. Il provvedimento non valorizza
adeguatamente le risorse umane, non garantisce l'innalzamento della
qualità della didattica e della ricerca universitarie e la loro
integrazione - condizione, quest'ultima, necessaria ad assicurare il
reale sviluppo della competitività del sistema universitario nazionale -
e non pone le condizioni atte a garantire quella flessibilità che
sarebbe necessaria per superare l'immobilismo e il mancato ricambio
generazionale, imperanti da anni nelle università italiane. Il disegno
di legge si pone in contrasto con l'esigenza di garantire il rispetto
della autonomia degli atenei, che viene significativamente compressa,
con interventi che, tra l'altro, introducono gravi elementi di
confusione rispetto alla riforma degli ordinamenti universitari disposta
con il decreto ministeriale n. 509 del 1999, a sua volta oggetto di un
intervento di riordino che appare dannoso e poco chiaro. Grave è la
trasformazione del ruolo dei ricercatori in un ruolo ad esaurimento.La
costituzione del ruolo ad esaurimento determinerà la cristallizzazione
del precariato e costituirà un pesante disincentivo ad intraprendere la
carriera universitaria per i giovani più qualificati e preparati. In
questi giorni, il testo sarà nuovamente in Commissione in sede
referente, dove continueremo la nostra azione oppositiva con gli
strumenti legislativi a nostra disposizione.
Commissione Cultura DS - Camera dei deputati
Giovanna Grignaffini - Andrea Martella - Walter Tocci - Alba Sasso -
Gloria Buffo - Piera Capitelli - Carlo Carli - Franca Chiaromonte -
Giuseppe Giulietti - Giovanni Lolli
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COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU-Bari)
CIB - UNICOBAS UNIVERSITA' POLITECNICO - BARI
Si è conclusa intorno alle 19.00 la riunione interfacoltà dei
ricercatori dell'Università di Bari, alla quale hanno partecipato circa
40 colleghi, provenienti soprattutto dalle facoltà scientifiche, in
maggioranza da Scienze, ma anche da Agraria, Farmacia, Medicina,
Medicina veterinaria (presenti anche alcune colleghe dottorande di
Italianistica e di Informatica), nonché Nino Pizzutilo in rappresentanza
dello SNUR-CGIL. L'Assemblea ha preso atto della nascita di fatto del
Coordinamento dei ricercatori baresi.
Gli argomenti individuati per la discussione sono stati:
1) prosecuzione della lotta a scienze, coinvolgimento delle altre
facoltà, ulteriori iniziative;
2) proposte alternative al DDL Moratti;
3) rapporti con gli studenti e col territorio;
4) collegamento con le altre università meridionali.
L'unico punto che si è riusciti ad affrontare è stato il primo,
soprattutto per le decisioni più immediate che interesseranno la Facoltà
di Scienze e le ricadute che tali decisioni potranno avere nell'interno
ateneo barese.
Nella discussione, da una parte si è ribadita la piena legittimità della
lotta dei ricercatori a difendere il proprio ruolo "a rischio di
estinzione", dall'altra la necessità di coinvolgere le altre figure
docenti, tutte le figure di ricercatori precari, gli studenti ed il
personale t.a., sia perché colpite direttamente dal DDL Moratti sia
perché accomunate dalle gravi conseguenze che avrà il progetto
governativo sull'Università e la Ricerca pubbliche se approvato come
tale.
Decisioni adottate:
A) poiché nella settimana appena trascorsa di interruzione delle
attività a Scienze non è intervenuto alcun mutamento da parte del
Ministro Moratti, anche a fronte del crescente movimento di protesta a
livello nazionale, SI INVITANO I COLLEGHI DI SCIENZE CHE NON L'HANNO
ANCORA FATTO, A PRESENTARE AL PRESIDE, IN OCCASIONE DELL'ASSEMBLEA DI
VENERDI'8/10, FORMALE DICHIARAZIONE DI INDISPONIBILITA' A RICOPRIRE
INCARICHI NON ISTITUZIONALI (SUPPLENZE, AFFIDAMENTI, ECC.) COME DA
MOZIONE SOTTOSCRITTA, SIA PER IL PRIMO CHE PER IL SECONDO SEMESTRE, IN
QUANTO TALE FORMA DI PROTESTA E' L'UNICA CHE EVIDENZIA IL RUOLO
ESSENZIALE DEI RICERCATORI NELLA DIDATTICA;
B)PARTECIPAZIONE DI COLLEGHI DELLE ALTRE FACOLTA' ALL'ASSEMBLEA DI
MATEMATICA DI VENERDI'8/10 E INVIO DI UNA DELEGAZIONE LUNEDI' 11/10
ALL'ASSEMBLEA DEI RICERCATORI DEL POLITECNICO DI BARI;
C)SI SOLLECITANO I COLLEGHI RICERCATORI DELLE ALTRE FACOLTA' A
PRESENTARE DICHIARAZIONI DI INDISPONIBILITA' A RICOPRIRE INCARICHI NON
ISTITUZIONALI (SUPPLENZE, AFFIDAMENTI, ECC.) FINO AL RITIRO DEL DDL
MORATTI E AD ATTIVARSI PER FAR ADOTTARE DAI PROPRI CONSIGLI DI FACOLTA'
INIZIATIVE DI PROTESTA CONTRO IL DDL (I COLLEGHI DEL COORDINAMENTO SONO
DISPONIBILI A PARTECIPARE AD ASSEMBLEE PRESSO ALTRE FACOLTA' ED A
FORNIRE TUTTI I CHIARIMENTI SIA SUL DDL MORATTI CHE SULLA FORMULAZIONE
DELLE DICHIARAZIONI DI INDISPONIBILITA'); COMUNQUE, POSSONO ESSERE UTILI
ANCHE ALTRE FORME DI PROTESTA (es. LA SOSPENSIONE DEI CORSI DI
INSEGNAMENTO), POSSIBILMENTE CONCORDATE CON GLI STUDENTI;
D)ALLO SCOPO DI SOLLECITARE LA PARTECIPAZIONE DEI COLLEGHI DI ALTRE
FACOLTA', SI E' DECISO DI TENERE RIUNIONI PERIODICHE PRESSO ALTRI PLESSI
UNIVERSITARI. LA PROSSIMA RIUNIONE SI TERRA' VENERDI' 15/10 PRESSO UNA
DELLE FACOLTA' CENTRALI;
E)ALLO SCOPO DI FAVORIRE IL PIU' AMPIO COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE
COMPONENTI UNIVERSITARIE, IL COORDINAMENTO SI ATTIVA PER INDIRE
UN'ASSEMBLEA GENERALE UNITARIA DI ATENEO, POSSIBILMENTE IN ACCORDO CON
LE OO.SS. DI ATENEO;
F) DI ADOTTARE INIZIATIVE DI PROTESTA POSSIBILMENTE COORDINATE CON LE
UNIVERSITA' MERIDIONALI E COL MOVIMENTO DI LOTTA DEGLI ALTRI ATENEI
ITALIANI.
Per l'Assemblea,
Giuseppe Carbonara