TRIBUNALE DI IVREA – sentenza 31 marzo 2004 n. 233

Violenza privata – Elezione di R.S.U. nel luogo di lavoro – Limitazioni alla libertà di esercizio del diritto di voto dei dipendenti – Minaccia di ritorsioni – Qualità di responsabile del personale del soggetto attivo – Delitto tentato – Sussiste (c.p. artt. 56 e 610)

 

Sono ravvisabili gli estremi del delitto tentato di violenza privata nella condotta del soggetto che, rivestendo la qualità di responsabile del personale, al fine di limitare la libertà di esercizio del voto da parte di alcuni dipendenti di una IPAB in occasione delle elezioni della rappresentanza sindacale unitaria, li convochi presso il proprio ufficio in prossimità della consultazione, manifesti il proprio favore per una determinata lista, e li minacci di ritorsioni nel caso di espressione diversa del voto, avvertendoli che potrebbe esercitare in loro pregiudizio il proprio potere organizzativo discrezionale in materia di modifica dei turni di lavoro, nonché di concessione di ferie e recuperi di lavoro straordinario.

 

Nel caso oggetto della pronuncia la teste aveva riferito che un giorno del mese di novembre 1998 era stata convocata nell’ufficio del responsabile del personale  il quale le aveva detto che di lì a due giorni ci sarebbero state le votazioni per le elezioni delle RSU, che il voto era libero ma che lui era della CGIL e dopo le votazioni avrebbe saputo in dieci minuti il risultato e se ella avesse votato per la lista sindacale contrapposta alla CGIL egli avrebbe saputo comportarsi di conseguenza perché decideva delle ferie e gestiva il riposo.

La norma incriminatrice prevista dall’art. 610 c.p. è stata utilizzata in funzione di un’ampia tutela della libertà sindacale, nella sua dimensione attinente agli istituti di democrazia interna operanti nell’ambito dei luoghi di lavoro. Ciò che viene protetto è la facoltà di libera formazione della volontà e la capacità di orientare la propria condotta in attuazione della volontà liberamente formata.

Tale bene giuridico, autonomamente e direttamente tutelato dall’art. 13 Cost., rappresenta il presupposto e la sintesi di tutte le altre libertà di cui è titolare l’individuo e in particolare anche della libertà sindacale che si esprime attraverso il diritto di voto in occasione delle elezioni delle RSU all’interno dei luoghi di lavoro.